|
Dall’anno prossimo si andrà a riposo non soltanto più tardi, ma anche con una pensione più leggera rispetto a oggi. La novità arriva dal decreto del ministero del lavoro pubblicato sul sito, sezione pubblicità legale, al rep. n. 154/2026, che fissa i nuovi coefficienti di trasformazione per il biennio 2027/2028 (le aliquote fissate per età che, applicate al montante contributivo, determinano l’importo della pensione). Pertanto, ad esempio, nel 2027 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese di età (oggi a 67 anni) e, se il montante contributivo è di 400mila euro, si percepirà una pensione lorda annua di 22.056 euro, rispetto ai 22.432 euro cui ha diritto chi va a riposo quest’anno (376 euro annui in meno, circa 29 euro al mese). È l’ottavo aggiornamento da quando la revisione dei coefficienti è stata adottata: sette negative, una sola positiva (biennio 2023/2024).
I coefficienti nel tempo e il funzionamento del sistema
I coefficienti operano nel sistema contributivo: il lavoratore accantona ogni anno i contributi e nel loro totale, al pensionamento, vengono trasformati in pensione dall’applicazione di questi coefficienti, che variano in base all'età (di pensionamento) e sono periodicamente revisionati. L'ultima revisione c'è stata nel 2024 e ha determinato i coefficienti del biennio 2025/2026 in corso. Il decreto appena pubblicato fissa i coefficienti validi nel prossimo biennio 2027/2028, durante il quale è già stato previsto l’inasprimento dei requisiti di accesso al pensionamento: un mese in più dal 1° gennaio 2027, tre mesi in più dal 1° gennaio 2028 (dm 22 giugno 2026). I coefficienti, come detto, variano in base all’età del lavoratore che si pensiona: 4,153% per l’età di 57 anni; 4,254% per l’età di 58 anni; 4,361% per l’età di 59 anni; 4,475% per l’età di 60 anni; 4,596% per l’età di 61 anni; 4,725% per l’età di 62 anni; 4,863% per l’età di 63 anni; 5,009% per l’età di 64 anni; 5,166% per l’età di 65 anni; 5,334% per l’età di 66 anni; 5,514% per l’età di 67 anni; 5,707% per l’età di 68 anni; 5,914% per l’età di 69 anni; 6,136% per l’età di 70 anni; 6,382% per l’età di 71 anni.
L'impatto sugli importi delle nuove pensioni
La novità peserà negativamente sulle tasche dei lavoratori che si pensioneranno dal prossimo anno, continuando un trend che dura da 30 anni eccetto un caso. Ad esempio, con 400mila euro di montante, per il pensionamento a 67 anni l’importo della pensione lorda annua è così variato nel tempo:
• 24.544 euro fino al 2009;
• 22.480 euro (- 2.064 euro rispetto al 2009) nel periodo 2010/2012;
23.304 euro (+ 824 euro rispetto al 2012) nel 2013/2015 (effetto positivo scaturito non dai coefficienti, ma all’innalzamento dell’età di pensionamento da 65 a 67 anni);
• 22.800 euro (- 504 euro rispetto al 2015) nel 2016/2018;
• 22.416 euro (- 384 euro rispetto al 2018) nel 2019/2020;
• 22.300 euro (- 116 euro sul 2020) nel 2021/2022;
• 22.892 euro (+ 592 euro sul 2022) nel 2023/2024;
• 22.432 euro (- 460 euro sul 2024) nel 2025/2026;
• 22.056 euro (- 376 euro sul 2026 e 2.488 euro sul 2009) nel 2027/2028 (l’importo esatto di pensione sarà poco più alto, per via del mese in più di lavoro).
Riproduzione riservata
|